1914 - 2014 Centenario della Grande guerra.

 “Ricevete baci e baci vostro obbligatissimo figlio Guerrino.
Scusate il mio cuore si vuol sfogare e piango. Chiudo.”

Immagine e prefazione estratti 
dal link: Sentiero della Pace 
È la chiusura della lettera datata 13 aprile 1915, inviata ai genitori da Guerrino Bruni di Avio, trentaquattro anni, alla vigilia della partenza per il fronte orientale. Un uomo adulto si scusa con i genitori del suo dolore, dopo averli pregati di preservare dalle preoccupazioni i suoi quattro teneri figlioletti e la sua cara moglie che porta in grembo il quinto. Nell’agosto precedente, i coscritti più giovani, abbandonata la baldanza della primissima giovinezza, avevano scritto Addio, Addio alla mamma, cui pure davano del Voi.
Nell’aprile del 1915 il Trentino la conosceva bene, la guerra. La sua meglio gioventù era stata falcidiata nella tremenda fine estate del 1914, ed i suoi fucilieri (Landesschützen) e cacciatori imperiali (Kaiserjäger) cadevano giorno dopo giorno sul fronte orientale, dalle colline galiziane ai Carpazi. Col maggio 1915, la guerra ci sarebbe venuta in casa, con le vallate di confine evacuate, linee contrapposte di trincee, terre di nessuno, strade di arroccamento, capisaldi e avamposti su trecento chilometri di fronte. Nuova desolazione sarebbe scesa sul Trentino, e la fame si sarebbe fatta presenza insonne per i vecchi e i bambini rimasti, per i prigionieri di guerra. Alla fine della Grande Guerra le nostre montagne erano cambiate, per sempre. I loro nomi sono incisi sui monumenti ai Caduti in Italia e in tante parti d’Europa, stanno scritti nei libri e ricorrono nella memoria collettiva e nell’opera degli artisti. Il musicista Fabrizio De Andrè, in una canzone molto amata, ci ricorda Andrea, ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Sentiero della Memoria in Valle dei Mocheni
Oggi io mi rivolgo, nelle principali lingue della diaspora, a Voi trentini che vivete all’estero per dirvi che queste montagne sono anche e soprattutto vostre. Lo sguardo contemporaneo che un artista della fotografia ha rivolto loro sui trecento chilometri del percorso chiamato Sentiero della Pace è proposto a voi come ai trentini in patria, nel medesimo spirito di comunanza. Nel contempo vi invito a visitarle, ed è un invito che viene dal profondo, perché riguarda nel profondo la storia delle vostre famiglie. Quello della Pace, infatti, non è un qualsiasi sentiero o Alta Via. Quel sentiero è un autentico Cammino, il filo rosso delle storie tutte diverse fra loro  - ma ognuna simile all’altra nel suo dolente svolgersi – che ci riportano alla Grande Guerra, quella nostra lontana e quella degli altri sulle nostre montagne.
Assieme all’augurio di ogni bene, Vi giunga il mio affettuoso saluto.

Presidente della Provincia Autonoma di Trento
Ugo Rossi

“Guerrino Bruni non sopravviverà alla guerra. 
Con lui, ricordo gli oltre undicimila Caduti Trentini ed i Caduti in Trentino”

Link: Trentino la grande guerra - Sentiero della memoria